WILFREDO PRIETO

CHIUDERE UN OCCHIO

2609 \\ 3011

L’artista cubano Wifredo Prieto (*1978, Sancti Spíritus) presenta una mostra di tutte nuove produzioni, realizzate durante il suo periodo di residenza a Napoli, occupando l’intero Palazzo Caracciolo di Avellino: Fondazione Morra Greco diventa Fondazione Morra Prieto.

Tutto ciò che Prieto crea è generalmente identificabile come scultura, nel senso più classico di rimuovere la materia estranea per arrivare al centro della forma, in un’operazione matematica di sottrazione e sintesi. Il suo approccio essenziale rende tutto immediatamente identificabile; i suoi interventi sono così discreti che la mano dell’artista difficilmente può essere individuata, le sue manipolazioni così minimali che le opere sono visivamente pressoché identiche agli oggetti che le compongono.

Tuttavia, il lavoro di Prieto non è mai autonomo né autoreferenziale. Se gli oggetti sono strumenti per la comunicazione, allora i titoli sono strumenti per attivare quella comunicazione. Oltre a semplicemente identificare le opere, ne rappresentano parte strumentale, rendendole tanto provocatorie e significative quanto sono precarie e umili. I titoli sono catalizzatori di un cambiamento nello sguardo dello spettatore, caricando oggetti leggeri di significati pesanti. Prieto lavora con elementi comuni – “comune” come ciò che è facilmente reperibile e pubblicamente condiviso –, che innescano significati associativi, ugualmente intimi e collettivi.

Se gli oggetti individuali, senza le componenti contestualizzanti rappresentate dai titoli e dal trasferimento all’interno dello spazio legittimante del museo, sembrano insufficienti come lavori autonomi, è perché il loro status dipende dalla loro esistenza all’interno di una rete di relazioni, tra l’uno e l’altro, tra interno ed esterno, tra il museo e il quartiere in cui essi si estendono.

L’Avana e Napoli sono interconnesse nell’essere simile terreno fertile per il caos e la crisi, entrambi generatori creativi nel lavoro di Prieto. Prieto è un entusiasta osservatore del mondo che lo circonda; è un recettore di informazioni e un traduttore di tali informazioni in arte. Gli argomenti che tocca sono profondamente radicati nella realtà contemporanea, gli oggetti che impiega sono alibi per un discorso socialmente, politicamente ed economicamente critico, un’indagine su cui non intende “chiudere un occhio”.

Prieto è un artista oggettuale nella cultura dell’immagine digitale, mediante lo spostamento e il collegamento di oggetti comuni, posti sotto tensione linguistica. Al fine di adattarsi ad un’era in rapido movimento, egli condensa la conoscenza, facilitando una transazione tra l’opera e il mondo. Dal monumentale all’impercettibile, dall’universale al particolare, dalle stelle e i pianeti all’essere umano e gli oggetti quotidiani, Prieto crea una cosmologia di elementi, tutti connessi in un’implacabile ricerca di equilibrio.

 

 

 

Fondazione Morra Greco ringrazia Emanuela e Fabrizio, Enrica, Guido, Lorenzo, Pasquale, l’artista funambolo Filippo Franco,  il fruttivendolo Franco, ‘Officina d’arti grafiche di Carmine Cervone’, Vincenzo Guarino per la Giustino Costruzioni, il ristorante ‘La Lanternina’, i meccanici Antonio, Giovanni, Luigi e tutti i residenti in Largo Proprio di Avellino.

 

 

Tutte le immagini Courtesy Fondazione Morra Greco, Napoli
© Maurizio Esposito