Admirantes

Mostra collettiva a cura di Magazzini Fotografici e Fondazione Morra Greco. Admirantes restituisce il percorso laboratoriale condotto da dieci artiste e artisti attraverso tre incontri, nati da una visita al MUSA, Museo Anatomico dell’Università Vanvitelli in occasione della mostra Admiranda e Arcana Naturae.

25.09.2026 \\ 08.10.2026

OPENING: 25 Settembre, dalle 17:00 alle 19:00
ingresso gratuito

Admirantes è la mostra di restituzione del percorso laboratoriale condotto da dieci artiste e artisti attraverso tre incontri, a partire da una visita al MUSA, Museo Anatomico dell’Università Vanvitelli in occasione della mostra Admiranda e Arcana Naturae.

La Mostra

Admirantes, dal latino admirare (osservare) declinato al participio, indica «coloro che osservano».
Le artiste e gli artisti coinvolti hanno infatti osservato a lungo le collezioni del MUSA e, anziché documentarne fotograficamente il contenuto, hanno lasciato sedimentare pensieri, emozioni e associazioni nate da quell’incontro.
Nel corso di altri due momenti di confronto e dialogo, ciascuno ha condiviso le riflessioni emerse, dando vita a un processo in divenire: una restituzione mnemonica, associativa, astratta o per analogia, affidata a mezzi e supporti differenti.

La riflessione si è concentrata sulle dinamiche dello sguardo e della mostrazione dei corpi. Il regime scopico antropocentrico degli zoo viene rovesciato dall’opera multimediale di Noemi Sparago, che indaga la soglia-schermo tra osservato e osservatore, tra potere e subordinazione, fino a fare dell’uomo la materia stessa dell’osservazione.
Alla legittimità dell’atto di guardare si rivolge Rosalba Avventura, davanti ai resti umani musealizzati affiora una domanda tanto semplice quanto destabilizzante: è giusto che mi sia permesso guardarli?
Tra la fotografia e l’occhio l’artista interpone allora un velo, una soglia che sospende l’immediatezza della visione e ne restituisce la responsabilità.
Sullo stesso sguardo normativo torna Pasquale Basile, che nell’opera installativa espone i corpi “anomali” conservati dal museo accostandoli a forme naturali, due ciliegie cresciute unite, in cui la stessa eccezione appare pienamente accettabile.
Il corpo si fa poi soglia tra interiorità ed esteriorità nelle immagini floreali proiettate da Annarita Lomazzo, che spostano l’attenzione dal corpo visibile allo spazio interiore che si sottrae allo sguardo. Emerge il rapporto tra vita e morte nell’opera di Vittoria Sanseverino, che attraverso le immagini costruisce atmosfere in cui il corpo, dissolvendosi, si fa paesaggio e prepara una nuova possibilità di vita. Di qui una prospettiva filosofico-ontologica che non pone soluzione di continuità tra umano, più-che-umano e oggetto: è il caso dell’opera fotografica di Gennaro Nardone, che declassa l’essere umano da padrone a traccia di un insieme più grande, e del Corpo Quantico di Brando Bonafè, mosaico di stampe ai sali d’argento, dove il corpo diventa soglia tra visibile e invisibile e frammento che custodisce la memoria del tutto, reliquia vivente di un’energia che di continuo lo dissolve e lo rigenera.
Il corpo si fa infine traccia. Nelle fotografie di Fabrizia Bastino l’ombra della luce che attraversa il vetro si posa sulla pelle come una seconda, temporanea anatomia, sospesa tra ciò che si conserva e ciò che è destinato a scomparire. Francesco Basile rilegge le immagini del Cammino di Santiago come rovescio dell’immobilità del reperto: al corpo fermo e conservato del museo oppone il movimento, la fatica e le tracce lasciate lungo il percorso, in una riflessione sulla fragilità dell’esistenza. Sulla stessa idea di frammento che continua a rendere leggibile l’intero lavora Emanuele Mancuso: dai disegni tecnici recuperati nella fabbrica dismessa della Sofer nasce una vera e propria anatomia industriale, in cui sezioni, articolazioni e tracce restituiscono la vita di un organismo produttivo che non esiste più.

Nel suo insieme, il progetto si configura come un’occasione di rilettura dell’esperienza del museo: non un punto di arrivo o un gesto immediato, ma una rottura e un momento generativo, sospeso tra un prima e un dopo, da cui nascono opere inedite o in continuità con i percorsi e le pratiche differenti delle artiste e degli artisti in mostra.

A cura di: team di Magazzini Fotografici e team curatoriale ed educativo della Fondazione Morra Greco

Artiste e artisti: Rosalba Avventura, Francesco Basile, Pasquale Basile, Fabrizia Bastino, Brando Bonafè, Annarita Lomazzo, Emanuele Mancuso, Gennaro Nardone, Vittoria Sanseverino, Noemi Sparago.

In occasione di Admiranda e Arcana Naturae, MUSA – Museo Anatomico dell’Università Vanvitelli

L’iniziativa è promossa e co-finanziata dal Comune di Napoli nell’ambito della programmazione culturale 2026/2027

Opening: 25 settembre, dalle 17:00 alle 19:00
Date: 25 settembre – 2 ottobre 2026

Sede: Fondazione Morra Greco

Orari:
Mercoledì 10 – 17:30
Giovedì 10 – 17:30
Venerdì 10 -17:30


Info: info@fondazionemorragreco.com
081 19349740

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