12.03.2026 \\ 04.07.2026
La mostra
“Il sole come un gatto” è la prima mostra istituzionale a Napoli di Diego Perrone (Asti, 1970). Per l’occasione, l’artista ha concepito un progetto site-specific di nuove produzioni per i saloni al primo piano di Palazzo Caracciolo d’Avellino.
La mostra spazia attraverso diversi linguaggi e medium, muovendosi liberamente all’interno di alcuni dei motivi e repertori formali della pratica ormai ultraventennale di Perrone.
Dall’immagine in movimento all’installazione ambientale e sonora, dalla fotografia alla scultura, le opere in mostra consegnano un paesaggio ideale e sinestetico che sembra eseguire il ritratto di un attimo transitorio.
Un gatto cadendo dall’alto in un cortile aggiusta il suo corpo in caduta. Le zampe rannicchiate pronte per attutire il tonfo finale. La coreografia curiosa e necessaria del suo corpo è decompressa in un video in slow motion che dà il titolo alla mostra. Il soggetto, un gatto, concentra in sé una stratificazione simbolica che attraversa epoche e culture: dalla sacralità dell’antico Egitto alla proliferazione contemporanea dei reels sui social. Qui è animot, creatura aliena e felina, mondana e cosmica, che nella sua nudità sembra diventare riflesso e specchiamento di alterità – o autoritratto dell’artista. Un affaccio sulla estraneità tra sé e il mondo che nell’incontro-scontro mortale genera una poetica, sorda e patetica, di commovente assurdità.
Le opere di Diego Perrone assomigliano a Perelà, uomo di fumo, alimentato dalla narrazione incessante della realtà, che scende giù dal comignolo del camino e va nel mondo con la sua essenza leggera. Come in “Pendio piovoso frusta la lingua”, 2026, reiterazione di una scultura del 2010, questo corpo scultoreo setoso si estende maestoso come un pavone offeso dalla cattività, mostruoso e animale, disegnando un paesaggio insondabile. “Il Codice di Perelà” è il romanzo eletto (e dimenticato) del movimento futurista: il panegirico della tecnica si dissolve in una figura invisibile. L’immagine che supera in velocità il pensiero, frusta la lingua.
Alla domanda “Che cos’è la poesia?” Derrida sceglie l’immagine dell’istrice, “animale gettato in strada, assoluto, solitario, chiuso a riccio su di sé”. Un gesto compiuto – quello poetico – rinunciando alla cultura ma senza perderla, “attraversando la strada” con una “dotta ignoranza”. Il tentativo poetico attraversa la strada dei grandi discorsi, rischia di esserne schiacciato. “È quella entità preverbale che, pur reclamando la parola, al contempo vi resiste”. “Il sole come un gatto” di Diego Perrone è attraversamento sotto un sole non metafisico e assoluto, ma animale, muto e insondabile, che condensa enigmaticamente, con tenerezza e ferocia, spazio e tempo nella poesia.
Diego Perrone in dialogo con EDI Global Forum – Terza Edizione
L’esposizione accoglie il tema della proliferazione delle immagini nell’era digitale, al centro della terza edizione di EDI Global Forum. L’approccio di Perrone si basa sulla creazione di paesaggi poetici con linguaggio trasversale ed eclettico, dove parola e immagine si trasformano senza soluzione di continuità in scultura, video o fotografia. La sua poetica attraversa il mondo animale, rurale e popolare, dalla tradizione storico artistica e contadina italiana a icone cult della cultura pop, generando uno sguardo post-folk sulle rovine della tradizione e sul presente digitale.
Biografia dell’artista
Nato ad Asti nel 1970, Diego Perrone vive e lavora a Milano, affermandosi come una delle voci più originali della scena artistica contemporanea. La sua ricerca, che si esprime principalmente attraverso la scultura e il disegno, si concentra sulla creazione di paesaggi mentali sospesi, territori ambigui che sfidano la distinzione tra reale e immaginario. Il suo percorso espositivo vanta importanti tappe istituzionali in Italia, tra cui la recente personale al MACRO di Roma (2022-23), le mostre al Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo (2019), al Museion di Bolzano (2013) e al MAMbo di Bologna (2007). All’estero, il suo lavoro è stato protagonista in spazi di rilievo come il CAPC di Bordeaux e Bullseye Projects a Portland. Perrone ha inoltre consolidato la sua presenza internazionale partecipando a prestigiosi appuntamenti corali, dalle Biennali di Venezia (nelle edizioni del 2003 e 2013) alla Berlin Biennial (2006) e Manifesta (2000). Le sue opere sono state accolte in alcune delle istituzioni più iconiche del mondo, tra cui il Centre Pompidou di Parigi, il Guggenheim e il New Museum di New York, la Whitechapel Gallery di Londra e il Castello di Rivoli, testimoniando la capacità del suo linguaggio di dialogare con i grandi contesti della ricerca artistica globale.
Progetto cofinanziato a valere sulle risorse FSC 2021-2027, DGR 616 2024. Piano Strategico Cultura e Turismo 2024/2025 – Progetto Global Forum Mostre d’arte contemporanea EDI 2025.

