Stano Filko

a cura di Mira Keratovà

 

Nell’ambito di Progetto XXI

12.06.2014 \\ 13.09.2014

 

ERUPEKCIA-ORGIAMUS-ORGAZMUS-YANG-JIN=SLNKOMESIAC-INLIFE-LOVE-ENTITA-EXIST-BEINGSF-HERMAFRODIT KAŽDÉMU PODĽ A SVOJICH MOŽNOSTÍ A SCHOPNOSTÍ -V-.IN-5.4.3.D.-PRE ŽIVOT SINGULAR TRUTHS VŠETKYCH L’UDÍ NA TEJTO ZEMEGULI-TRANZSCENDENCIE-V-IN-EXISTENCII-LEN V 3.D.

 

POSTBIGBANGSF – ANTEBIGBANGSF

L’opera di Stano Filko è estremamente ampia e dinamica. Si basa su un’incessante archiviazione di oggetti e documenti attraverso la realizzazione di installazioni e ambienti, fino alle voluminose e immateriali Project Art, Prospekt Art e Text Art: queste ultime sono opere in cui il testo assume un ruolo centrale, realizzate con materiali diversi come carte recuperate e adattate (spesso carte millimetrate), plastica colorata e traforata, alluminio e persino il suono, come nel caso delle notevoli registrazioni sonore su vinile.
Da un lato Filko utilizza testi recuperati da libri e giornali, dall’altro elabora un proprio sistema ideologico autonomo, il cosiddetto sistema psicofilosofico. Partendo da un approccio apparentemente ermetico, quasi alchimistico, l’artista crea neologismi di un vocabolario essenziale, attraverso la composizione o l’abbreviazione di parole esistenti. Fra le sue abbreviazioni più frequenti ricordiamo: sf = systém farieb (traduzione: sistema cromatico) – stano filko; eq = emozione/energia – intelletto; soiq = spirito – intelletto; eisq = emozione – ratio/intelletto – spirito.
Molto presente nel suo lavoro è il concetto di numerologia. Secondo le descrizioni dell’artista, Filko attinge alla numerologia ebraica incentrata sul numero otto, a quella cosmica basata sul nove e alla centro-europea che ruota intorno al numero dieci. Le componenti numerologiche sono integrate ulteriormente nel suo sistema attraverso l’iconografia e gli elementi ricorrenti nel suo lavoro quali specchi, frammenti di carta millimetrata, mappamondi, bombe, scale etc.
Filko concettualizza la dimensione del tempo. Le sue composizioni spaziali appartengono prevalentemente al gruppo di lavori definiti Postbigbang in cui l’artista affronta lo spazio fisico (materializzazione – storia – ratio – ego). Altre composizioni rientrano invece nel gruppo di opere Antebigbang e simboleggiano il mondo metafisico. Un esempio è l’universo, definito secondo quattro dimensioni di tempo puro: sensualita’ – sensibilita’ – emozione – spiritualita’. Né il Postbigbang né l’Antebigbang si riferiscono esclusivamente alla creazione del cosmo ma sono legati alle incarnazioni di Filko (13-14-15 giugno 1937) e alle sue due morti cliniche del 1945 e del 1952.
Il sistema cromatico di Stano Filko è particolarmente significativo. L’artista lo ha sviluppato attingendo allo studio dei sistemi in fisica (Newton) e alle ricerche sul colore delle teorie dell’arte. L’aspetto fondamentale in Filko consiste nell’impiego del colore in quanto struttura, che l’artista suddivide in 5 dimensioni creando una struttura verticale; ciascuna delle cinque dimensioni è a sua volta ripartita in strutture orizzontali che corrispondono a 20 colori. Ogni colore si sviluppa fino a una determinata dimensione creando una sorta di chakra, mentre ogni dimensione superiore contiene tutti gli elementi di quelle inferiori. Il modello spaziale di questo schema è la piramide.
Il sistema di Filko abbraccia diverse discipline. I colori sono organizzati in ulteriori strutture secondo diversi sistemi filosofici fino al puro logos. Così facendo è possibile applicare la strutturazione intesa come metodo analitico a qualsiasi tipo di fenomeno, sia a quelli per i quali esiste già una definizione, sia a quelli per i quali l’autore inventa un neologismo. Filko crea innumerevoli sottocategorie fino al più infinitesimo elemento.
Grazie a questa formula, l’artista è in grado di creare una serie lineare infinita e, nello stesso tempo, di sviluppare infinite serie interconnesse fra loro su temi diversi e nell’ambito di specifici sistemi di conoscenza per i quali nutre interesse (un esempio sono le questioni di genere, l’evoluzione, la creazione dell’universo, l’aldilà, l’arte, la società, l’etica e così via).
Tuttavia, nelle sue molteplici rappresentazioni, Filko è solito affrontare le contraddizioni. Le opposizioni binarie gli permettono di sviluppare ulteriori rapporti dialettici interni (un tipico esempio è la contrapposizione fra egoismo e altruismo).
Le “serie” create da Filko si sviluppano dunque parallele. Le dimensioni possono per esempio rappresentare o essere a loro volta rappresentate da elementi classici (fuoco, aria, acqua, terra), dai punti cardinali (nord, ovest, est, sud), da temi sociali di vario genere o ancora da altri aspetti. Basandosi su questa struttura, Filko ha sempre la possibilità di sviluppare ulteriori serie infinite parallele con interconnessioni funzionali. La complessa sovrapposizione di livelli e le infinite interconnessioni creano un rizoma.
Filko è spesso considerato un utopista. Di fatto, si ispira a un modello universalistico del mondo che va oltre l’universo conosciuto. Cerca di ottenere una qualche forma di algoritmo finale (lui direbbe “singola verità” al posto di “relatività” pluralistica) che gli consenta di delineare una costellazione essenziale, un’entità suprema che spieghi l’infinito. Non essendo un assertore del pluralismo, Filko non crede che le cose possano essere indifferentemente in un modo o in un altro. Per lui tutto è in qualche modo verificabile. Oggettività assoluta!

 

Mira Keratovà

 

La mostra consiste in una selezione di opere dell’artista presentate precedentemente alla Galleria AMT_Project di Bratislava (2012). Si tratta di una rassegna cronologica del lavoro di Filko, con una particolare attenzione al gruppo di opere del dopo big bang. La mostra affronta temi come la creazione del cosmo, l’idea di incarnazione, i fenomeni della morte clinica e lo spazio dell’Io, rappresentati in numerose sculture e installazioni.

 

 

Tutte le immagini Courtesy Fondazione Morra Greco, Napoli
© Amedeo Benestante